SAN VALENTINE’S DAY

6 febbraio 2010 di Gentucco Grovacca

Mancano esattamente 8 giorni a San Valentino [Lo so che sono un pochino in anticipo ma considerando il fatto che non ho il pc e non so assolutamente quando lo riavrò ( di sicuro non presto), è meglio che sfrutti ogni singolo secondo di connessione a scrocco che ho!]e non voglio sentire rotture di palle!

Il primo che dice una troiata della serie :

” San Valentino è la festa di ogni cretino

 che crede di essere amato

 e invece rimane fregato”

giuro che gli metto le mani addosso!

Se siete fidanzati, sposati, accompagnati, morosi, maritati o anche se state solo flirtando, intrallazzando, amoreggiando, corteggiando o intruppando con qualcuno che vi piace mucho, vi prego di non snobbare questa ricorrenza! È normale che non dovete presentarvi con un solitario, o un cioccolatino con dentro un solitario  o ancora un cucciolo di labrador con appeso al collare un solitario  se siete ancora appiccicaticci per l’ennesima scappatella con lo smandrappato di turno, fare una cosa del genere serve solo a placare la sete di verità e giustizia della vostra coscienza!

Mi secca un po’ sentire in giro gente che dice “.. San Valentino è solo una trovata commerciale per  vendere cioccolatini di bassa qualità, peluches  che ti impelano neanche soffrissero di alopecia e gioielli che a confronto quelli che vinci alla pesca sono bigiotteria di lusso!”

Forse sono io che sbaglio, ma a mio avviso, questo stesso identico ragionamento si potrebbe fare per tutte le feste di questo mondo, da Natale a Pasqua, incastrandoci Carnevale, la festa della Donna ( dove signore un po’ attempate, in preda alle caldane per la menopausa e piuttosto alticce si lasciano andare per 2 ore a comportamenti animaleschi che prevedono palpate ai pacchi degli spogliarellisti, prima di tornare ad essere  segregate e maltrattate dai loro mariti) o quella della Mamma/Papà. Il problema  è semplicemente il modo di concepirla, personalmente, la vedo come un’occasione in più per dimostrare alla persona che ami, o a cui vuoi bene ( se non ti vuoi sbilanciare), che ci tieni, che le vuoi stare accanto, che vuoi far parte della sua vita; questo non vuol dire presentarsi con un  mazzo da 400 rose rosse a gambo lungo quando gli altri giorni dell’anno non te lo caghi di pezza e lo vedi come un soprammobile, o prenotare   al ristorante di lusso spendendo una cifra per mangiare 2 stronzate di cui non riesci a distinguere il sapore perché tanto fa figo mangiare la cucina fusion, ma poi fai gli occhi dolci al cameriere perché sei sgallettata inside.

Per me, festeggiare San Valentino( e ve lo sta dicendo uno che di riffa o di raffa non è mai, e sottolineo MAI, riuscito a festeggiarlo nonostante i suoi innumerevoli buoni propositi) vuol dire preparare al tuo ragazzo la cena anche se non riesci a distinguere una pentola da una pirofila, se non sai che il cumino è una spezia, se sei convinto che il sugo si faccia con il ketchup, se probabilmente realizzerai un piatto bruciato fuori e crudo dentro (riuscendo ad incendiare anche i tuoi vestiti) e tutto questo, solo per preparargli il suo piatto preferito ( anche se non riuscirà a capirlo); o ancora, regalargli quella cosa che  desiderava da tanto tempo ma che non riusciva a comprarsi per mancanza di liquidi o perché riteneva che non fosse di primaria necessità spendere tutti quei soldi per  un jockstrap diamantato o  un IPhone placcato in oro.

Insomma, San Valentino, non è l’occasione per dimostrare alla persona che ami quanto la ami ma, è UN’ occasione in più per farlo felice, accontentarlo e vederlo sorridere.

P.s.

Questo è un messaggio rivolto a tutti i singles all’ascolto:

vi prego, vi supplico, vi scongiuro, non fate una delle cose più trash di questo mondo: festeggiare San Faustino, vale a dire quella buffonata che qualche sadico ( sicuramente fidanzato con un manzo di prima qualità, anzi, l’avranno architettata insieme questa atrocità dopo aver preso per il culo lo scemo di turno che ci aveva provato con uno dei 2)  ha inventato per il 15 di Febbraio per dare una sorta di contentino a tutti gli zitelli e farli illudere del fatto che  Cupido non serve assolutamente a nulla e che si può troieggiare sempiternamente [ salvo poi ritrovarsi a stringere il cuscino mentre  piangi in quel lettone troppo grande per una sola persona  dopo aver visto Ghost o con la testa infossata nella tazza (fra l’latro senza avere nessuno che te la sorregga!) per i troppi drinks bevuti inframmezzando ogni getto di vomito con un “Perché non mi si fila nessuno?”]

P.p.s.

 

Per chi non lo sapesse ( ed è assolutamente normale ignorare quest sciocchezza se non siete i nipoti di Anna Moroni o un American Boy inside) in America, il giorno di San Valentino, si festeggia con un particolare tipo di cupcake,  detto Red Velvet Cupcake ( molto famoso è quello  della  Magnolia’s Bakery) proprio perchè il dolcetto è di un rosso velluto ricoperto da un frosting bianco! Ovviamente tutta questa tiritera era solo per dire che sì, ho intenzione di rifarli (dopo aver cercato il lungo e in largo questa ricetta e non vi dico il casino per convertire le dosi) anche se non ho un fidanzato a cui offrirli!  Anche perchè ormai i miei amici me li richiedono ogni 2×3 e dicono che dovrei venderli perchè ” Oh mio Dio quanto sono buoni” e “Sono davvero identici a quelli delle foto”, ” Ma come diavolo fai?Sembrano finti!” ( anche perchè se non sono i cupcakes, mi richiedono le donuts, o gli struffoli o la sbriciolata o quaslaisi altra cosa grassa gli venga in mente!)

L’AVIATORE SALE E PEPE #2

31 gennaio 2010 di Gentucco Grovacca

Non ce la faccio più, non ho più tempo, non arrivo più, insomma, non riesco più a fare nulla! Tra gli esami, le lezioni, la preparazione della tesi, e l’affitto, le bollette, la spesa e poi cucina, lava, stendi, e me lo spiegate voi con tutte queste cose  come faccio a trovare 2 minuti per vivere? Che ne so, fare una passeggiata, andare per negozi, andare in un locale ( ma chi me li da i soldi per l’ingresso?), parlare con gli amici, cazzeggiare!  Sto seriamente pensando di mettermi in coma farmacologico e di risvegliarmi tra tipo 3 mesi per quanto cavolo sono stanco, tra un po’ vado a dormire alle 8 di sera e quando mi sveglio al mattino sono già stremato e per alzarmi ci vuole la carrucola! Io sono già piuttosto sbadato e smemorato di mio, ma ultimamente mi sto facendo quasi paura da solo, faccio le cose senza pensarci minimamente perché il mio cervello è già proiettato in un altro problema, in un’altra situazione da risolvere, vi dico solo che l’altro giorno ho scolato la pasta nel secchio dell’immondizia, ma secondo voi è possibile? E non voglio assolutamente fare come quella tizia “ tutto il giorno di fretta, a pranzo un panino e adesso non ci vedo più dalla fame..” della pubblicità della Fiesta che se la incontro le tiro 2 calci volanti così forti da fracassarle l’osso zigomatico!

Ovviamente alla palestra non ci posso rinunciare ( anche se tra un po’ sarò costretto a prendere gi steroidi per non crollare durante gli allenamenti , anche perché di andare lì e fare finta di allenarmi come fanno tanti mi darebbe proprio fastidio) perché c’è l’aviatore, o meglio, c’era, dato che da quando ne ho parlato sul blog non l’ho più rivisto, ma in compenso sono riuscito ad incasinarmi ancora di più perché tramite terzi ( e non vi sto a raccontare tutta la trafila che ho fatto per ottenere le informazioni, neanche  avessi dovuto compilare i moduli per l’autorizzazione ad un  trapianto di cuore, perché questo comprende anche una sorta di faida ancora aperta con un tizio assurdo a cui piace l’aviatore, che essendo un figo è molto conteso) ho scoperto che è fidanzato, ma vi rendete conto? FIDANZATO!

Quindi questo vuol dire che :

-         O io mi sono inventato tutto e ho scambiato i suoi sguardi da “l’occhio è fisiologicamente attratto da ciò che si muove” per occhiate di interesse ( anche se la prima volta ci può stare che mi guardi per caso, la seconda anche, mettiamoci pure la terza, però non ti giri appositamente per guardare me, l’unico nello spogliatoio, dopo aver salutato un tuo amico, o prima di uscire dalla palestra, e che cazzo)

-         O lui ha veramente un fidanzato ma gli piace comunque troieggiare

-         O ancora, è possibile che mi abbiano detto una balla (nel senso che non posso dare per certa una cosa detta da altri che non conosco), anche perché dalla sua bocca sono uscite queste parole:” A me lui piace ma non so come avvicinarmi”, per cui, a meno che non stesse riportando il discorso di un’altra persona, non sembra la frase di uno che ha il ragazzo (o sono io che vivo nel mondo delle fate)

In tutto ciò, io sono molto più confuso di prima, perché, non avendolo più incrociato, non ho avuto la possibilità di attaccare bottone ( e di capire se c’è un reale interesse), ma avendo saputo questa cosa non mi va di passare per la troia di turno e di provarci con uno già impegnato!      

Devo lasciar perdere a prescindere anche se mi piace?

Che palle questi rapporti interpersonali!

Che diavolo devo fare? Tra un po’ mi metto a fermare gli sconosciuti per strada e gli chiedo un consiglio, o scrivo a Marta Flavi  che secondo me una rubrichetta sui problemi di cuore in qualche giornale di 7ª categoria, tipo Visto, ce l’ha!

P.s. Sì, il pc è sempre fuso, sto scrivendo tramite il computer di una mia amica ( che mi sta con il fiato sul collo perchè il suo abbonamento ad internet è peggio dei prezzi dell’iinternet point dei pakistani) perché dovevo aggiornarvi per avere consigli anche se forse, non è un male che sono momentaneamente privo del computer così ho più tempo per arrovellarmi il cervello!

TEMPORARILY OUT OF ORDER #2

28 gennaio 2010 di Gentucco Grovacca

Allora, io non vorrei dire niente perché quando sono andato a far aggiustare il portatile, il ragazzo che c’era non ha voluto niente perché diceva che era la prima volta che andavo e che non era nulla di grave per cui non mi ha fatto pagare nulla ( che poi se la vogliamo dire tutta, questo tizio non ha voluto un centesimo perché stava tentando in tutti i modi di infilarsi nelle mie mutande ed era terribilmente agghiacciante per cui non era minimamente concepibile per me avere un pensiero sessuale su di lui) però, cazzarola, sono passati 10 secondi e il pc è di nuovo fuso, che diavolo ha aggiustato quel tipo non lo so! Sta di fatto che io sono  di nuovo nell’internet point gestito dai pakistani dove persiste quello strano odore, tipo di spezie, e non so cos’altro!

E come faccio a raccontarvi dell’aviatore?Che due palle!

P.s. Chiedo scusa a tutti i blogger  che seguo per non aver più intasato i loro post con le mie cazzate/commenti ( cioè non che senza vi sia venuta nostalgia, però che c’entra, era giusto per dire ecco)

MITTC NU CO’ D’UJ!!!

23 gennaio 2010 di Gentucco Grovacca

AVVERTENZE: Se siete deboli di stomaco vi sconsiglio di proseguire la lettura di questo post! Potrebbe provocarvi un potente getto di vomito!( poi fate come vi pare, io ve l’ho detto!)

C’era una volta una giovane fanciulla, che viveva in un piccolo paese dell’entroterra abruzzese, la sua famiglia era di umili origini, gente semplice, che non pretendeva troppo né da se stessa  né dagli altri. Anche la giovane protagonista della nostra storia, Angela, questo era il suo candido nome, aveva assorbito dalla sua famiglia sia i valori in cui credere sia il loro patrimonio genetico: era alta, altissima, grossa, massiccia, insomma, un armadio a 4 ante, con spalle quadrate,mento sporgente, bocca larga e capelli pecorosi nero corvino. In più oltre ad avere la faccia tappezzata di nei, come i suoi avi, aveva un porro sulla guancia destra che la rendeva ancor più riconoscibile e peculiare. Angela amava la moda, aveva uno stile tutto suo, adorava mischiare generi e tendenze, infatti spesso, anzi spessissimo, indossava una tuta abbinata a scarpe con il tacco, a spillo, ma anche una semplice zeppa, davvero inconfondibile, come la lieve cadenza contadina che la faceva spiccare sugli altri sempre e comunque dato che si esprimeva  in dialetto stretto o al limite tramite mugugni e grugniti.

La nostra spensierata donzella, un giorno, si sfogò con una sua cara amica (a sua dire un’ amica, perché secondo l’amica in questione, lei era più che altro una conoscente molto alla lontana) e le raccontò che un baldanzoso giovine sulle trentina del suo bucolico paesello montano, proveniente da una gloriosa stirpe di camionisti, la stava corteggiando in maniera piuttosto insistente con romanticherie e sdolcinatezze di vario tipo: fischi e strombazzamenti di clacson al suo passaggio, rutti in segno di ringraziamento, ricariche telefoniche, una cassetta di pomodori freschi ecc ecc. Un giorno,complice il destino, si incrociarono sull’uscio dell’unico bar/pub/trattoria/esercizio commerciale del borgo e il camionista dall’animo gentile le aprì la porta con tanto di inchino per permettere il passaggio della sua dama che, per ringraziarlo gorgheggiò: MERCI!!(ovviamente la parola fu pronunciata esattamente come l’ho scritta, senza preoccuparsi minimamente che si trattasse di un termine francese!).

Era scoccata la scintilla della passione, lui aveva finalmente fatto breccia nel suo cuore,Angela si era sciolta a quel gesto tanto nobile e desueto!!!

Decisero di incontrarsi per approfondire la loro conoscenza: lui passò a prenderla a bordo del suo scintillante camion per portarla, queste furono le sue testuali parole:” … nel mio piccolo covo d’amore!”. Lei, ormai cotta, aveva passato il pomeriggio ad impapocchiarsi il viso con tutto ciò che potesse essere ricondotto a del maquillage e, sfoderando i suoi capi migliori: fuseaux verdi fluorescenti, canotta fucsia e le sue inseparabili scarpe con tacco: semplicemente irresistibile!

Venne fatta salire sul camion come una deportata rumena e dopo un 25 minuti di colline, stradine brecciate , campagne e fratte  si ritrovarono davanti a quel gioiellino di casetta: una sorta di container di metallo, con porta sgangherata( ovviamente la ruggine aveva sostituito il colore originale),l’arredamento piuttosto spoglio, spartano costituito solo da un tavolino di legno incozzato, una poltrona sfondata color vomito e, per terra, al posto del pavimento, un tappeto di preservativi usati e  bottiglie di alcolici vari!!! Chi avrebbe potuto resistere a tanto lusso???????????

Dopo 3 picosecondi di preliminari, la nostra Angela venne scaraventata sulla poltrona e privata dei suoi indumenti scelti con tanta cura; per lei era la prima volta e quindi tra l’ansia, la paura e il non averlo mai fatto, il camionista incontrò una qualche, oltre che normale, resistenza:

 “N vo ndrà, n vò ndrà, na è ond!! /“Non entra, non entra, non è unta!!!!!”

Angela con la sue classe indistinta gli rispose: “ Beh mittc nu cò d’uj!!!!”/ “ Beh, mettici un po’ d’olio!!!”

E così Angela perse la sua verginità nel modo in cui tutti abbiamo sperato, o speriamo di farlo: da vera principessa del castello!!!!!

P.S. Purtroppo la storia è vera!!!!!Ogni riferimento a persone, luoghi o fatti è tutto drammaticamente vero!!!!!

L’AVIATORE SALE E PEPE

19 gennaio 2010 di Gentucco Grovacca

 

Diciamo che c’è questo ragazzo di quasi 24 anni ( ovviamente non sto parlando di me) che ha incontrato un tipo in palestra, questo tipo non si può più definire un ragazzo perché i 29 anni ( età limite per essere definito un baldo giovine) li ha passati da un pezzo, forse può essere definito un giovane uomo perché, forse, non ha superato i 35 anni di età, vabbè, se vogliamo andare sul sicuro, diciamo che è un uomo adulto che se non ha sfiorato i 40 poco ci manca ( nel senso, starà sui 37 ecco, ma non vorrei essere frainteso, sapete benissimo tutti del mio amore incondizionato per i 30enni che ho anche messo per iscritto qui I LOVE YOU, MY THIRTY YEAR OLD MAN), ma questo solo anagraficamente parlando, perché fisicamente non li dimostra minimamente, anzi, direi che può sotterrare agevolmente tanti ventenni e trentenni che si vedono in giro, anzi, direi che è davvero un gran figo.

Diciamo che questo quasi 24enne ha notato con grande stupore che L’AVIATORE SALE E PEPE  [così ribattezzato perché è l’unico tipo al mondo a cui stanno bene quei cappelli da aviatore ( per quello che ne sa il quasi 24enne ) e perché, sia i suoi capelli, sia la sua barba incolta sono  sale e pepe( anche se il quasi 24enne è stato preso per il culo fino all’inverosimile per aver usato questa espressione che più finocchia e antica non si può)] lo guarda e riguarda in maniera furtiva e piuttosto di soppiatto, riuscendo a far durare le  sue occhiate il tempo giusto per non passare da vecchio bavoso ma anche  per non farti capire una mazza ( della serie “potrei tranquillamente continuare a vivere la mia vita senza essere minimamente toccato dalla tua presenza”). Il problema è che da quando il quasi 24enne studiò per un esame di telerilevamento e cartografia che L’OCCHIO È FISIOLOGICAMENTE ATTRATTO DA CIÒ CHE SI MUOVE, la sua parte cazzara è stata molto ridimensionata, per cui se prima pensava che 2 volta su 5 uno che lo guardava lo faceva perché era interessato a lui, adesso le volte si sono ridotte a ½ su 5, e non mi venite a dire che quando uno ti guarda in un certo modo te ne rendi conto, perché sì, sarà pure vero, ma il quasi 24enne tanto conto non se ne rende(altrimenti non starei qui a chiedervi un consiglio da parte sua!).

Ho chiesto un parere ai miei amici spiegandogli la situazione, dicendogli che comunque l’aviatore sale e  pepe e il quasi 24enne non si sono mai presentati e che gli avrà detto sì e no 3 parole ( ed è sicuro sul numero perché le ha sillabate più volte), che non sa praticamente nulla sul suo conto tranne che ha l’I-phone, conosce l’inglese, gli piace da impazzire il suo modo di vestire ed ha quello sguardo da  bastardo che lo fa impazzire.

 Quello che mi è stato detto è questo:

“  Ma come ti guarda? In maniera vogliosa?”

“ Secondo me dovresti infilarti nella doccia con lui!”

“Ma l’hai visto nudo? Come ce l’ha?”

“ E lui ti ha visto nudo?”

“TI ha scopato con gli occhi?”( questa domanda meriterebbe un post a parte, perché io una sconcezza simile non l’avevo mai sentita e non riuscivo neanche a comprenderne il significato, ma c’è da dire che mi è stata chiesta dalla Fata Sgualdrina, inesauribile fonte di raffinatezza e grazia)

“  Porta qualche anello al dito?E se sì, a quale dito lo porta? È molto importante, sai com’è, devi assicurarti che non sia fidanzato!”

Capite benissimo da soli che, con affermazioni di questo tipo, se prima il quasi 24enne era confuso 7 su una scala da 0 a 10, ora è confuso 45 milioni! Anche perché, lui “ I 101 MODI PER FIUTARE UN SINGLE A 12KM DI DISTANZA” ancora non l’ ha letto, per cui non sa a quale dito porti un anello, non sa neanche se ne porti uno, la  sgualdrina non la sa fare, per cui di fare porcate per attirare la sua attenzione non se ne parla, anche perché mi sembra di ricordare che ci sia un qualcosa, tipo una legge che dice “ VIETATO COMPIERE ATTI OSCENI IN LUOGO PUBBLICO” e non mi sto riferendo alla bruttezza delle persone o ad abbinare un completo con le scarpe da ginnastica, per cui, anche questo prezioso suggerimento è da scartare.

Mi sono rimasti “ Digli semplicemente ciao e vedi che ti risponde” e “ Aspetta che si lui a fare la prima mossa!”,considerando che se il quasi 24enne aspetta che sia lui a fare il primo passo, probabilmente diventerà un 30enne perché può darsi che l’aviatore non si smuova per svariati motivi tipo “ Mi fa cagare!”, “Dove mi presento? è troppo piccolo!” ecc ecc, l’unica cosa da fare è dirgli CIAO, anche se il quasi 24enne è convito che di sicuro l’aviatore, bastardello com’è, pur di non cedere gli risponderà CIAO senza aggiungere altro, ma meglio di un VAFFANCULO è, voi dite di no?

TEMPORARILY OUT OF ORDER

17 gennaio 2010 di Gentucco Grovacca

Il mio pc ha deciso improvvisamente di fare harakiri per cui non sono riuscito a scrivere nulla visto che non da il minimo segno di ripresa! Vi sto scrivendo queste 4 righe da un internet point gestito da pakistani dove c’è uno strano odore di spezie e qualcos’altro di non  bene identificabile ( e devo anche sbrigarmi perché ti fanno pagare 50€ al secondo e l’ossigeno comincia a scarseggiare)! Spero di riuscire a risolvere tutto al più presto!

PIOVE PIOVICCICA

13 gennaio 2010 di Gentucco Grovacca

Dato che a Roma sono ormai secoli che non smette mai di piovere (che poi questa città è così grande che se stai a Tiburtina grandina, se ti sposti all’Olimpico c’è il sole ma se arrivi a Re di Roma hanno già dovuto evacuare diversi palazzi per un tornado), l’altro giorno mi sono messo a canticchiare una sorta di filastrocca che gorgheggiavo da bambino ogni  2 secondi; come al solito mi hanno tutti dato del depravato perché, as usual, la mia versione era piuttosto sconcia!

Per chi non lo ricordasse io sono quello di Renzo Lorenzo, la filastrocca con le banane, ma in quel caso era stata tutta colpa del Lord quindi io non me ne assumo la benché minima responsabilità, per cui già preso per il culo all’infinito da chiunque mi sono detto: “ Vuoi vedere che questa volta ho ragione io? Vuoi vedere che non è la mia versione quella strana ma quella della Fata Sgualdrina?”

Per cui, preso da questo guizzo di autostima, ho deciso di proporvi tutte e 2 le versioni e di lanciare un sondaggio dal cui esito dipendono le sorti dell’intera umanità ( quindi prendetevi tutto il tempo di cui avete bisogno, rifletteteci bene, e poi sfanculatemi!)

Versione della Fata Sgualdrina:

Piove pioviccica,

la carta si appiccica,

si appiccica sul muro,

tamburo tamburello,

apri l’ombrello

Versione di Gentucco:

Piove pioviccica,

il culo ti si appiccica,

accendi la candela,

il culo ti si pela,

lo metti in mezzo all’acqua,

il culo ti si sciacqua

Io non vorrei dire niente per non influenzare il vostro importantissimo giudizio, ma quanto cazzo è sciapa e sgrammaticata la versione della Fata Sgualdrina? Io mi sarei rifiutato di cantarla da bambino! Da dove diavolo esce quel tamburo? Ma soprattutto che c’entra ?

Comunque la mia versione ha tutto un altro fascino, si avverte anche una nota sadomaso con la presenza della candela! Che volete di più?

P.s. Vuoi vedere che ho bisogno di iniziare a prendere il Prozac? Anzi, meglio Amorex, che secondo me non è ancora del tutto legale e i suoi effetti in parte sconosciuti!

QUANDO LA NATURA CHIAMA

11 gennaio 2010 di Gentucco Grovacca

L’altro giorno mi trovavo in metro e, mentre come al solito tentavo di sopravvivere destreggiandomi tra i più agghiaccianti fetori che vanno dal semplice peto al più elaborato tanfo di cibo eritreo ormai stantio, senza tuttavia dimenticare gli onnipresenti olezzi di rutto misto a pipì di gatto  e l’effluvio di ubriacone, mi sono seduto e, sono capitato di fronte ad un bambino seduto vicino alla mamma; qualche metro più in là c’era un altro bambino seduto accanto al papà: la scena che mi si è presentata non poteva essere più chiara.

  Entrambi i bambini avevano all’incirca 9/10 anni, ma erano l’uno l’opposto dell’altro:          quello seduto vicino alla mamma aveva tutti i vestiti rigorosamente coordinati per colore e tessuto ( con delle scarpe talmente classiche che io mi rifiuterei di indossarle perfino ad una cerimonia), penso che neanche Valentino avrebbe potuto fare di meglio e, aveva  le gambe accavallate che io non mi ricordo di aver mai visto un bambino di quell’età assumere con tanta disinvoltura una posa di quel genere ( anche perché io non le accavallo mai che dopo 2 secondi ho già la gamba in necrosi), figuriamoci su una metro ma, come se non bastasse, sfoggiava una parlantina piuttosto spigliata da fare invidia anche a Paolo Limiti e non faceva altro che bombardare la madre con delle domande piuttosto complesse tipo:” Adesso mi devi spiegare perché la zia si è comportata in quel modo! E me lo devi dire, capito?”, insistendo fino a quando la madre, in evidente difficoltà neanche stesse giocando a “Chi Vuol Essere Milionario” dopo aver perso tutti gli aiuti dopo la seconda domanda, non gli dava una risposta sensata che lui ascoltava con molta attenzione continuando a scavallare ed accavallare le gambe, assumendo pose plastiche e pensando ad alta voce a come avrebbe potuto tagliare i suoi capelli. Insomma , questo bambino era un tiny finocchio!

A neanche 2 metri di distanza c’era l’altro bambino che indossava scarpe da ginnastica slacciate, pantaloni della tuta con tanto di chiazza provocata dallo strafogamento di un panino iperimbottito, giubbotto aperto, felpa con cappuccio e cappello di lana in testa ( ovviamente i colori si sprecavano). Con le sue piccole mani unte premeva con violenza i tasti della Nintendo Ds imprecando (con una forte cadenza romana)  contro non so che per non so cosa ( non ho potuto capire bene con chi ce l’avesse perché stava masticando 54 bigbabol tutte insieme) e non sentendosi a suo agio completamente stravaccato sul sedile aveva ben pensato di mettersi in braccio al padre giusto per stare un po’ più comodo. Insomma era un comune bambino etero!

La cosa che più mi faceva pensare “ Come cazzo è possibile che la gente pensi ancora frocio = malato?!” era vedere come per i due bambini fosse assolutamente scontato comportarsi in 2 modi diametralmente opposti, non curandosi di quello che gli altri avrebbero potuto pensare di loro ( ma questo probabilmente perché a quell’età non si è ancora sviluppata una coscienza critica, il loro mondo comprende solo loro stessi e prendono per oro colato tutto ciò che fuoriesce dalla bocca dei genitori!).

Non prendiamoci in giro, chi dice che essere gay oggi non sia più un problema, probabilmente non è gay, o comunque ha vissuto in un paese molto lontano dall’Italia, e non dico questo per una questione di principio, ma per una serie di  motivi più o meno gravi: senza considerare il fatto che non possiamo sposarci né adottare, più semplicemente non possiamo tenerci per mano in strada senza che qualcuno ci guardi male o ci insulti o cerchi di riempirci di botte, figuriamoci scambiarci un bacio, spesso si è ancora costretti a nascondere la propria gayezza sul luogo di lavoro perché “Il mio capo è uno stronzo omofobo e se lo dicessi mi sbatterebbe fuori a calci, inventando una banale scusa per non incappare nei casini del licenziamento per ingiusta causa!”. Altrimenti per quale assurdo motivo staremmo a manifestare ogni 2 secondi?

Sono sempre stato convintissimo di una cosa: la famiglia non te la scegli, nella tua famiglia ci capiti, ti ci ritrovi e non è assolutamente scontato che “ tanto le mamme lo sanno sempre” o “ Ma guarda che i tuoi lo capirebbero, dagli solo tempo!”, non sta scritto da nessuna parte che vada così, dovrebbe, ma non è affatto detto.

Più guardavo quel bambino che continuava ad arricciarsi i capelli con le dita, più continuavo a pensare fra me e me :

“Speriamo che la madre non gli dica “ Se hai delle strane tendenze dobbiamo prendere provvedimenti! ( quando lui non sa neanche che voglia dire  la parola provvedimenti)””

“ Speriamo che  il papà non gli dica “ Perché non cerchi di comportarti in maniera normale”, distruggendo la sua autostima perché il bambino non riuscirebbe a capire in cosa consiste l’errore che commette”.

“ Speriamo che non venga preso in giro dai compagni di scuola a suon di frocio/finocchio/femminuccia/ricchione”

“Speriamo che non venga pestato a sangue in un sottopassaggio da qualche coglione!”

“Speriamo che sia abbastanza forte ed intelligente da non sentirsi sbagliato e l’unico gay del mondo (anche se meglio stare a Roma che in un piccolo paesino sui monti con Annette!)”

Speriamo, ma non ne sono tanto convinto.

AMOREX

7 gennaio 2010 di Gentucco Grovacca

Venghino signore e signori, venghino!!

È finalmente arrivata la pillola che tutti stavamo segretamente aspettando : AMOREX.

Come che cos’è? Ma dove vivete?

Quando verremo lasciati, traditi, sbattuti fuori di casa con i nostri 4 stracci, quando non riusciremo a dimenticare il nostro ex, quando ascoltando una canzone penseremo” Oh Dio, questa era la nostra canzone, ci siamo baciati per la prima volta  ascoltando “Il Gelatino” di Gigione e Jo Donatello!”, quando ci sentiremo rifiutati, non corrisposti o addirittura meno amati dal nostro lui, ci sarà lei a consolarci, cullarci , salvarci , confortarci, risollevarci, rasserenare e calmare: AMOREX!

È un sorta di filtro d’amore moderno, sintetico, ormai distante dalle classiche poltiglie cambogiane con dentro ogni possibile frattaglia animale e vegetale che eravamo costretti a trangugiare ( e sì, ho usato una prima persona plurale perché non prendiamoci in giro, sarà venuto in mente a tutti, almeno una volta nella vita, di ricorrere ad uno di questi intrugli per accaparrarci il bono di turno che non ci si filava di pezza! Un po’ come pensare di farsi leggere i tarocchi da uno di quei tizi nei pressi della Galleria di Alberto Sordi per sapere come andrà l’amore, il lavoro e la salute!) per risolvere i nostri love affairs !( e non c’è nessuna parola meglio di affairs che possa tradurre i termini intrallazzi/intruppi amorosi)

La pillola della salvezza sembra essere stata ricavata da alcuni frutti di una pianta africana, tipica della Costa D’Avorio, conosciuta con il nome di Griffionia Simplicifolia.

 Ma vi rendete conto? Con l’avvento di AMOREX (ovviamente in Africa gli effetti di questa miracolosa pianta sono conosciuti da millenni) non saremo più costretti ad ingozzarci con barattoli di gelato stile Bridget Jones fino a perdere i sensi dopo essere stati scaricati dal nostro fidanzato, o non saremo più costretti a dormire 13 ore al giorno ( perché le altri 11 le passeremo a piangere mentre ingurgitiamo ogni sorta di cibo contenente rigorosamente 13000 Calorie per gr) dopo aver scoperto la nostra metà mentre si divertiva a stantuffare una coppia di gemelli appena 18enni, insomma non saremo più costretti a soffrire, ad avere il cuore spezzato, a versare fiumi di lacrime, perché non sentiremo più quella normale  sensazione di vuoto, di angoscia, di sofferenza, a mio parere, anche abbastanza necessarie per una crescita personale, per affrontare le successive situazioni consapevoli degli errori commessi nel passato!

Pare infatti che queste magiche pilloline vadano ad agire proprio sui messaggeri del cervello che se si sta soffrendo come cani bastonati per amore si alterano, dando così un po’ di finto sollievo al malcapitato!

Io ovviamente ne ho già ordinato un badile colmo colmo, perché, come dice una mia amica che vive a New York:” You know, just in case!”.

P.s. L’unica cosa che non riesco a capire è questa: se decidiamo di impasticcarci con Amorex, non avremo più l’esigenza di ascoltare “I Will Survive” di Gloria Gaynor ( dopo esserci imbruttiti fino all’inverosimile per le nostre pene d’amore), perché spinti dalla voglia di far vedere al nostro ormai ex fidanzato cosa si è perso lasciandoci, eseguendo su di noi un extreme makeover che neanche una puntata di “Bisturi” e  “Il Brutto Anatroccolo” insieme potrebbero eguagliare? Io non ci sto!

 

I LOVE SHOPPING

5 gennaio 2010 di Gentucco Grovacca

Io ho visto cose che gli etero probabilmente non riuscirebbero neanche a concepire. Ho visto frotte di finocchi dormire con la mascherina paillettata  per la notte ed incellofanati nel loro sacco a pelo Hello Kitty rigorosamente rosa shocking davanti ai negozi più in, per essere i primi a fiondarcisi dentro non appena la commessa ( per l’occasione bardata come dovesse scalare il K2 ) avesse alzato la saracinesca!

Ho visto gente non bere per ore pur di non sentire l’esigenza di andare in bagno per non perdere il posto nelle chilometriche file per accedere ai negozi, gay muoversi a  branchi ed organizzati in tribù ( ognuno specializzato in un settore particolare tipo T-shirts, jeans, scarpe ecc) per accaparrarsi quei capi di cui c’è un’unica taglia che non sia la XXXXXXXXXXL, ho visto amicizie pluridecennali svanire nel nulla “ perché l’avevo visto prima io!”, “ sì, ma io l’ho preso! E poi tu dove ci entri qui? Te lo metti come polsiera?”, ho visto gente inguainarsi in capi palesemente troppo piccoli per i loro mastodontici corpi a suon di “ Ma è scontato del 40%! Quando mi ricapita? E poi mica mi sta male!” ( No, non ti sta male semplicemente perché non sei riuscita ad infilarlo tutto per farti difetto!) o ancora “ Guarda, sai che ti dico? É meglio che ci sia di una taglia più piccola così mi metto a dieta seriamente per indossarlo!”( povera illusa, queste sono le tipiche sceme che iniziano una dieta ferrea che protraggono per 45 lunghissimi minuti prima di  interromperla spazzolando scatoloni di girelle, con addosso l’abito appena comprato, forse per vedere fino a che punto quel 20% di tessuto elastico sia davvero così elastico, o per autolesionismo, o ancora per rassicurarsi del fatto che comunque l’abito gli sta ancora nonostante quelle 5000 calorie giornaliere di troppo!).

Ho visto gente  arrancare nel tentativo di cambiare il capo acquistato da non più di 24 ore, dopo averlo lavato in lavatrice e spacciandolo con fierezza per intonso con un commesso piuttosto imbarazzato che diceva:” Guarda, te lo cambierei con tutto il cuore ma lo senti anche tu che l’odore di detersivo è fortissimo, ma sei sicuro di non averlo lavato?” e  il cliente pronto per la candidatura ai Razzie Awards rispondeva con tono fintamente sereno:” No no, guarda deve essersi bagnato con la pioggia, vedi la busta tutta sgualcita?”( io ero a conoscenza delle piogge acide, ma di quelle con l’ammorbidente dentro non ne sapevo proprio nulla!)

Bancomat impazziti, carte di credito fumanti, ritirate, supplicanti di essere lasciate nella custodia per almeno 10 minuti, insomma, la solita ressa per impadronirsi di quel capo tanto agognato e che puntavamo da tempo ma, che le nostre misere finanze, non ci  permettevano neanche di sfiorare senza essere spazzati via dalla vetrina del negozio con un idrante perché l’odore di sciattone/cencioso/sbrindellato si sentiva lontano un Km!

Non prendiamoci in giro, per i finocchi l’arrivo dei saldi rappresenta la seconda festività più importante dell’anno, per intenderci quelle segnate di rosso sul calendario ( la prima è ovviamente il compleanno di Lady Gaga, ormai divenuta la Santa Protettrice dei Finocchi,  perché ascoltare la sua musica non è semplicemente un modo per passare il tempo o per dimenare le chiappe, ma rappresenta una sorta di orientamento religioso), e cercano di arrivare al fatidico giorno, freschi come dei bocciuoli di rosa, sperando anche in un ulteriore sconto da parte del commesso fru fru shakerando la mercanzia, perché è inutile, le sgualdrine sono come i Trudy, ce n’è un po’ in ognuno di noi!

Per quello che mi riguarda, innanzitutto sono contento di non aver ancora visto un’ attività commerciale con una di quelle scritte agghiaccianti della serie:”SI SALDI CHI PUÒ” che ti mettono addosso una tale angoscia da non farti neanche avvicinare alla via in cui si trova il negozio e poi, posso sinceramente affermare che se spendo un altro centesimo sarò seriamente costretto a prendere in considerazione la via della prostituzione per poter pagare l’affitto, ma anche solo per mangiare!

P.s. Un solo dubbio mi attanaglia: ma se in uno di quei negozi terribilmente cari come Chanel, tu di solito una borsa la paghi tipo 1400 €, anche se te la scontano del 50%, come cazzo te la puoi permettere? Sono comunque 700€, e me lo sto chiedendo perché in fila vedevo soprattutto gente comune, cioè non eccessivamente imbrilloccata!