HE’S JUST NOT THAT INTO YOU!

3 aprile 2010

He’s  just not that into you, in pratica può essere tradotto come Non gli piaci abbastanza o Non lo attizzi a sufficienza, e tutto il film è costellato di frasi topiche tipo “Se non ti chiama è perché non gli piaci”, “ Se non ti chiede di uscire è perché non  gli piaci”, “ Se gli piaci davvero, farà in modo che avvenga, che ti trovi e che ti chieda di uscire”. Praticamente una manna dal cielo per tutti quei milioni di singles che hanno fatto tesoro di libri come “Come afferrare il principe azzurro”,  “ Come tenerselo stretto una volta che l’hai agguantato”, “I 101 modi per fiutare un buon partito (espressione tipicamente anni ’90 per indicare un bachelor di tutto rispetto) “ ecc ecc.

Il problema è che questa assurda commediola è disseminata di situazioni in cui i vari personaggi mettono in scena dei comportamenti per i quali tu, sbracato sulla poltrona come una balena spiaggiata in mise decisamente antistupro, non puoi fare altro che dire “Oh mio Dio, ma io faccio lo stesso!”, ovviamente la frase viene bofonchiata alla buona, visto che la bocca è troppo occupata a non far tracimare quei 2 kili di schifezze  spinte a forza che veramente neanche la protagonista di Gola profonda riuscirebbe in una tale impresa!

Per cui ti immedesimi nella scema che si chiama da sola per vedere se il cellulare funziona, o mentre vegeta per delle ore davanti al telefono nell’attesa che quell’amorevole bastardo ti richiami, perché tu te lo aspetti che ti richiami, altrimenti per quale assurdo motivo avrebbe detto frasi del tipo “ È stato bello conoscerti” oppure “Mi sono divertito molto questa sera”? Che poi bisogna anche vedere quando te le dice queste frasi, perché la tempistica, a quanto pare, è molto importante, nel senso, se te le dice alla fine dell’appuntamento è un bene, ma se te le dice all’inizio vuol dire che te lo scordi che ti richiami! Ma io mi chiedo, che cazzo di senso ha dirmi “È stato bello conoscerti” all’inizio del blind date? Non mi conosci affatto! Che sei scemo? Evidentemente non hai neanche sentito come mi chiamo!

O ancora, fai in modo di trovarti, CASUALMENTE, in ogni singolo posto o non-luogo che la tua preda frequenta, bazzica ma anche solo se ti hanno detto che una volta l’hanno visto inciampare davanti al chioschetto dello sfritto un sabato pomeriggio, beh tu, starai tutti i Sabato pomeriggio lì perché che ne sai?Può essere che ci ritorna!

Insomma il film non è davvero niente di che, ma  per certi aspetti è piuttosto veritiero;   ad esempio, ti fa rendere conto di quanti prototipi di stronzo diversi ci siano, (come il bastardo strafottente che ha paura di impegnarsi o  l’uomo inanellato che perde la testa per un altro/a ma che si caca addosso non appena sente anche solo l’odore della sua dolce metà), che più o meno tutti abbiamo preso qualche batosta, ma soprattutto, ti fa rendere conto di quanto cazzo riusciamo a renderci ridicoli, scemi, rimbambiti, crepacciosi ( che sta ad indicare le innumerevoli figure di merda che si collezionano a ritmo incalzante) e folli, pur di cercare di conquistare il nostro amato.

Chi di noi non ha mai detto “ Ah beh, a me di certo non mi capiterà di sicuro!” per poi ritrovarsi legati mani e piedi in un situazione talmente tanto assurda, nella quale tu ti comporti in un modo talmente tanto assurdo, da non riconoscerti allo specchio?!

“Etero o gay, se sei solo passivo non vai da nessuna parte!”, questa frase-dogma del film che all’apparenza può sembrare una gran troiata in realtà vuol dire ( o comunque io l’ho interpretata così): non devi aspettare che le cose ti piovano dal cielo, come minimo devi provare a cambiare la situazione, se non ti piace così com’è!

LADY GAGA – TELEPHONE

12 marzo 2010

No vabbè il nuovo video di Lady Gaga è di un trash che fa paura! Fenomenale!

SAN VALENTINE’S DAY

6 febbraio 2010

Mancano esattamente 8 giorni a San Valentino [Lo so che sono un pochino in anticipo ma considerando il fatto che non ho il pc e non so assolutamente quando lo riavrò ( di sicuro non presto), è meglio che sfrutti ogni singolo secondo di connessione a scrocco che ho!]e non voglio sentire rotture di palle!

Il primo che dice una troiata della serie :

” San Valentino è la festa di ogni cretino

 che crede di essere amato

 e invece rimane fregato”

giuro che gli metto le mani addosso!

Se siete fidanzati, sposati, accompagnati, morosi, maritati o anche se state solo flirtando, intrallazzando, amoreggiando, corteggiando o intruppando con qualcuno che vi piace mucho, vi prego di non snobbare questa ricorrenza! È normale che non dovete presentarvi con un solitario, o un cioccolatino con dentro un solitario  o ancora un cucciolo di labrador con appeso al collare un solitario  se siete ancora appiccicaticci per l’ennesima scappatella con lo smandrappato di turno, fare una cosa del genere serve solo a placare la sete di verità e giustizia della vostra coscienza!

Mi secca un po’ sentire in giro gente che dice “.. San Valentino è solo una trovata commerciale per  vendere cioccolatini di bassa qualità, peluches  che ti impelano neanche soffrissero di alopecia e gioielli che a confronto quelli che vinci alla pesca sono bigiotteria di lusso!”

Forse sono io che sbaglio, ma a mio avviso, questo stesso identico ragionamento si potrebbe fare per tutte le feste di questo mondo, da Natale a Pasqua, incastrandoci Carnevale, la festa della Donna ( dove signore un po’ attempate, in preda alle caldane per la menopausa e piuttosto alticce si lasciano andare per 2 ore a comportamenti animaleschi che prevedono palpate ai pacchi degli spogliarellisti, prima di tornare ad essere  segregate e maltrattate dai loro mariti) o quella della Mamma/Papà. Il problema  è semplicemente il modo di concepirla, personalmente, la vedo come un’occasione in più per dimostrare alla persona che ami, o a cui vuoi bene ( se non ti vuoi sbilanciare), che ci tieni, che le vuoi stare accanto, che vuoi far parte della sua vita; questo non vuol dire presentarsi con un  mazzo da 400 rose rosse a gambo lungo quando gli altri giorni dell’anno non te lo caghi di pezza e lo vedi come un soprammobile, o prenotare   al ristorante di lusso spendendo una cifra per mangiare 2 stronzate di cui non riesci a distinguere il sapore perché tanto fa figo mangiare la cucina fusion, ma poi fai gli occhi dolci al cameriere perché sei sgallettata inside.

Per me, festeggiare San Valentino( e ve lo sta dicendo uno che di riffa o di raffa non è mai, e sottolineo MAI, riuscito a festeggiarlo nonostante i suoi innumerevoli buoni propositi) vuol dire preparare al tuo ragazzo la cena anche se non riesci a distinguere una pentola da una pirofila, se non sai che il cumino è una spezia, se sei convinto che il sugo si faccia con il ketchup, se probabilmente realizzerai un piatto bruciato fuori e crudo dentro (riuscendo ad incendiare anche i tuoi vestiti) e tutto questo, solo per preparargli il suo piatto preferito ( anche se non riuscirà a capirlo); o ancora, regalargli quella cosa che  desiderava da tanto tempo ma che non riusciva a comprarsi per mancanza di liquidi o perché riteneva che non fosse di primaria necessità spendere tutti quei soldi per  un jockstrap diamantato o  un IPhone placcato in oro.

Insomma, San Valentino, non è l’occasione per dimostrare alla persona che ami quanto la ami ma, è UN’ occasione in più per farlo felice, accontentarlo e vederlo sorridere.

P.s.

Questo è un messaggio rivolto a tutti i singles all’ascolto:

vi prego, vi supplico, vi scongiuro, non fate una delle cose più trash di questo mondo: festeggiare San Faustino, vale a dire quella buffonata che qualche sadico ( sicuramente fidanzato con un manzo di prima qualità, anzi, l’avranno architettata insieme questa atrocità dopo aver preso per il culo lo scemo di turno che ci aveva provato con uno dei 2)  ha inventato per il 15 di Febbraio per dare una sorta di contentino a tutti gli zitelli e farli illudere del fatto che  Cupido non serve assolutamente a nulla e che si può troieggiare sempiternamente [ salvo poi ritrovarsi a stringere il cuscino mentre  piangi in quel lettone troppo grande per una sola persona  dopo aver visto Ghost o con la testa infossata nella tazza (fra l’latro senza avere nessuno che te la sorregga!) per i troppi drinks bevuti inframmezzando ogni getto di vomito con un “Perché non mi si fila nessuno?”]

P.p.s.

 

Per chi non lo sapesse ( ed è assolutamente normale ignorare quest sciocchezza se non siete i nipoti di Anna Moroni o un American Boy inside) in America, il giorno di San Valentino, si festeggia con un particolare tipo di cupcake,  detto Red Velvet Cupcake ( molto famoso è quello  della  Magnolia’s Bakery) proprio perchè il dolcetto è di un rosso velluto ricoperto da un frosting bianco! Ovviamente tutta questa tiritera era solo per dire che sì, ho intenzione di rifarli (dopo aver cercato il lungo e in largo questa ricetta e non vi dico il casino per convertire le dosi) anche se non ho un fidanzato a cui offrirli!  Anche perchè ormai i miei amici me li richiedono ogni 2×3 e dicono che dovrei venderli perchè ” Oh mio Dio quanto sono buoni” e “Sono davvero identici a quelli delle foto”, ” Ma come diavolo fai?Sembrano finti!” ( anche perchè se non sono i cupcakes, mi richiedono le donuts, o gli struffoli o la sbriciolata o quaslaisi altra cosa grassa gli venga in mente!)

MITTC NU CO’ D’UJ!!!

23 gennaio 2010

AVVERTENZE: Se siete deboli di stomaco vi sconsiglio di proseguire la lettura di questo post! Potrebbe provocarvi un potente getto di vomito!( poi fate come vi pare, io ve l’ho detto!)

C’era una volta una giovane fanciulla, che viveva in un piccolo paese dell’entroterra abruzzese, la sua famiglia era di umili origini, gente semplice, che non pretendeva troppo né da se stessa  né dagli altri. Anche la giovane protagonista della nostra storia, Angela, questo era il suo candido nome, aveva assorbito dalla sua famiglia sia i valori in cui credere sia il loro patrimonio genetico: era alta, altissima, grossa, massiccia, insomma, un armadio a 4 ante, con spalle quadrate,mento sporgente, bocca larga e capelli pecorosi nero corvino. In più oltre ad avere la faccia tappezzata di nei, come i suoi avi, aveva un porro sulla guancia destra che la rendeva ancor più riconoscibile e peculiare. Angela amava la moda, aveva uno stile tutto suo, adorava mischiare generi e tendenze, infatti spesso, anzi spessissimo, indossava una tuta abbinata a scarpe con il tacco, a spillo, ma anche una semplice zeppa, davvero inconfondibile, come la lieve cadenza contadina che la faceva spiccare sugli altri sempre e comunque dato che si esprimeva  in dialetto stretto o al limite tramite mugugni e grugniti.

La nostra spensierata donzella, un giorno, si sfogò con una sua cara amica (a sua dire un’ amica, perché secondo l’amica in questione, lei era più che altro una conoscente molto alla lontana) e le raccontò che un baldanzoso giovine sulle trentina del suo bucolico paesello montano, proveniente da una gloriosa stirpe di camionisti, la stava corteggiando in maniera piuttosto insistente con romanticherie e sdolcinatezze di vario tipo: fischi e strombazzamenti di clacson al suo passaggio, rutti in segno di ringraziamento, ricariche telefoniche, una cassetta di pomodori freschi ecc ecc. Un giorno,complice il destino, si incrociarono sull’uscio dell’unico bar/pub/trattoria/esercizio commerciale del borgo e il camionista dall’animo gentile le aprì la porta con tanto di inchino per permettere il passaggio della sua dama che, per ringraziarlo gorgheggiò: MERCI!!(ovviamente la parola fu pronunciata esattamente come l’ho scritta, senza preoccuparsi minimamente che si trattasse di un termine francese!).

Era scoccata la scintilla della passione, lui aveva finalmente fatto breccia nel suo cuore,Angela si era sciolta a quel gesto tanto nobile e desueto!!!

Decisero di incontrarsi per approfondire la loro conoscenza: lui passò a prenderla a bordo del suo scintillante camion per portarla, queste furono le sue testuali parole:” … nel mio piccolo covo d’amore!”. Lei, ormai cotta, aveva passato il pomeriggio ad impapocchiarsi il viso con tutto ciò che potesse essere ricondotto a del maquillage e, sfoderando i suoi capi migliori: fuseaux verdi fluorescenti, canotta fucsia e le sue inseparabili scarpe con tacco: semplicemente irresistibile!

Venne fatta salire sul camion come una deportata rumena e dopo un 25 minuti di colline, stradine brecciate , campagne e fratte  si ritrovarono davanti a quel gioiellino di casetta: una sorta di container di metallo, con porta sgangherata( ovviamente la ruggine aveva sostituito il colore originale),l’arredamento piuttosto spoglio, spartano costituito solo da un tavolino di legno incozzato, una poltrona sfondata color vomito e, per terra, al posto del pavimento, un tappeto di preservativi usati e  bottiglie di alcolici vari!!! Chi avrebbe potuto resistere a tanto lusso???????????

Dopo 3 picosecondi di preliminari, la nostra Angela venne scaraventata sulla poltrona e privata dei suoi indumenti scelti con tanta cura; per lei era la prima volta e quindi tra l’ansia, la paura e il non averlo mai fatto, il camionista incontrò una qualche, oltre che normale, resistenza:

 “N vo ndrà, n vò ndrà, na è ond!! /“Non entra, non entra, non è unta!!!!!”

Angela con la sue classe indistinta gli rispose: “ Beh mittc nu cò d’uj!!!!”/ “ Beh, mettici un po’ d’olio!!!”

E così Angela perse la sua verginità nel modo in cui tutti abbiamo sperato, o speriamo di farlo: da vera principessa del castello!!!!!

P.S. Purtroppo la storia è vera!!!!!Ogni riferimento a persone, luoghi o fatti è tutto drammaticamente vero!!!!!

PIOVE PIOVICCICA

13 gennaio 2010

Dato che a Roma sono ormai secoli che non smette mai di piovere (che poi questa città è così grande che se stai a Tiburtina grandina, se ti sposti all’Olimpico c’è il sole ma se arrivi a Re di Roma hanno già dovuto evacuare diversi palazzi per un tornado), l’altro giorno mi sono messo a canticchiare una sorta di filastrocca che gorgheggiavo da bambino ogni  2 secondi; come al solito mi hanno tutti dato del depravato perché, as usual, la mia versione era piuttosto sconcia!

Per chi non lo ricordasse io sono quello di Renzo Lorenzo, la filastrocca con le banane, ma in quel caso era stata tutta colpa del Lord quindi io non me ne assumo la benché minima responsabilità, per cui già preso per il culo all’infinito da chiunque mi sono detto: “ Vuoi vedere che questa volta ho ragione io? Vuoi vedere che non è la mia versione quella strana ma quella della Fata Sgualdrina?”

Per cui, preso da questo guizzo di autostima, ho deciso di proporvi tutte e 2 le versioni e di lanciare un sondaggio dal cui esito dipendono le sorti dell’intera umanità ( quindi prendetevi tutto il tempo di cui avete bisogno, rifletteteci bene, e poi sfanculatemi!)

Versione della Fata Sgualdrina:

Piove pioviccica,

la carta si appiccica,

si appiccica sul muro,

tamburo tamburello,

apri l’ombrello

Versione di Gentucco:

Piove pioviccica,

il culo ti si appiccica,

accendi la candela,

il culo ti si pela,

lo metti in mezzo all’acqua,

il culo ti si sciacqua

Io non vorrei dire niente per non influenzare il vostro importantissimo giudizio, ma quanto cazzo è sciapa e sgrammaticata la versione della Fata Sgualdrina? Io mi sarei rifiutato di cantarla da bambino! Da dove diavolo esce quel tamburo? Ma soprattutto che c’entra ?

Comunque la mia versione ha tutto un altro fascino, si avverte anche una nota sadomaso con la presenza della candela! Che volete di più?

P.s. Vuoi vedere che ho bisogno di iniziare a prendere il Prozac? Anzi, meglio Amorex, che secondo me non è ancora del tutto legale e i suoi effetti in parte sconosciuti!

QUANDO LA NATURA CHIAMA

11 gennaio 2010

L’altro giorno mi trovavo in metro e, mentre come al solito tentavo di sopravvivere destreggiandomi tra i più agghiaccianti fetori che vanno dal semplice peto al più elaborato tanfo di cibo eritreo ormai stantio, senza tuttavia dimenticare gli onnipresenti olezzi di rutto misto a pipì di gatto  e l’effluvio di ubriacone, mi sono seduto e, sono capitato di fronte ad un bambino seduto vicino alla mamma; qualche metro più in là c’era un altro bambino seduto accanto al papà: la scena che mi si è presentata non poteva essere più chiara.

  Entrambi i bambini avevano all’incirca 9/10 anni, ma erano l’uno l’opposto dell’altro:          quello seduto vicino alla mamma aveva tutti i vestiti rigorosamente coordinati per colore e tessuto ( con delle scarpe talmente classiche che io mi rifiuterei di indossarle perfino ad una cerimonia), penso che neanche Valentino avrebbe potuto fare di meglio e, aveva  le gambe accavallate che io non mi ricordo di aver mai visto un bambino di quell’età assumere con tanta disinvoltura una posa di quel genere ( anche perché io non le accavallo mai che dopo 2 secondi ho già la gamba in necrosi), figuriamoci su una metro ma, come se non bastasse, sfoggiava una parlantina piuttosto spigliata da fare invidia anche a Paolo Limiti e non faceva altro che bombardare la madre con delle domande piuttosto complesse tipo:” Adesso mi devi spiegare perché la zia si è comportata in quel modo! E me lo devi dire, capito?”, insistendo fino a quando la madre, in evidente difficoltà neanche stesse giocando a “Chi Vuol Essere Milionario” dopo aver perso tutti gli aiuti dopo la seconda domanda, non gli dava una risposta sensata che lui ascoltava con molta attenzione continuando a scavallare ed accavallare le gambe, assumendo pose plastiche e pensando ad alta voce a come avrebbe potuto tagliare i suoi capelli. Insomma , questo bambino era un tiny finocchio!

A neanche 2 metri di distanza c’era l’altro bambino che indossava scarpe da ginnastica slacciate, pantaloni della tuta con tanto di chiazza provocata dallo strafogamento di un panino iperimbottito, giubbotto aperto, felpa con cappuccio e cappello di lana in testa ( ovviamente i colori si sprecavano). Con le sue piccole mani unte premeva con violenza i tasti della Nintendo Ds imprecando (con una forte cadenza romana)  contro non so che per non so cosa ( non ho potuto capire bene con chi ce l’avesse perché stava masticando 54 bigbabol tutte insieme) e non sentendosi a suo agio completamente stravaccato sul sedile aveva ben pensato di mettersi in braccio al padre giusto per stare un po’ più comodo. Insomma era un comune bambino etero!

La cosa che più mi faceva pensare “ Come cazzo è possibile che la gente pensi ancora frocio = malato?!” era vedere come per i due bambini fosse assolutamente scontato comportarsi in 2 modi diametralmente opposti, non curandosi di quello che gli altri avrebbero potuto pensare di loro ( ma questo probabilmente perché a quell’età non si è ancora sviluppata una coscienza critica, il loro mondo comprende solo loro stessi e prendono per oro colato tutto ciò che fuoriesce dalla bocca dei genitori!).

Non prendiamoci in giro, chi dice che essere gay oggi non sia più un problema, probabilmente non è gay, o comunque ha vissuto in un paese molto lontano dall’Italia, e non dico questo per una questione di principio, ma per una serie di  motivi più o meno gravi: senza considerare il fatto che non possiamo sposarci né adottare, più semplicemente non possiamo tenerci per mano in strada senza che qualcuno ci guardi male o ci insulti o cerchi di riempirci di botte, figuriamoci scambiarci un bacio, spesso si è ancora costretti a nascondere la propria gayezza sul luogo di lavoro perché “Il mio capo è uno stronzo omofobo e se lo dicessi mi sbatterebbe fuori a calci, inventando una banale scusa per non incappare nei casini del licenziamento per ingiusta causa!”. Altrimenti per quale assurdo motivo staremmo a manifestare ogni 2 secondi?

Sono sempre stato convintissimo di una cosa: la famiglia non te la scegli, nella tua famiglia ci capiti, ti ci ritrovi e non è assolutamente scontato che “ tanto le mamme lo sanno sempre” o “ Ma guarda che i tuoi lo capirebbero, dagli solo tempo!”, non sta scritto da nessuna parte che vada così, dovrebbe, ma non è affatto detto.

Più guardavo quel bambino che continuava ad arricciarsi i capelli con le dita, più continuavo a pensare fra me e me :

“Speriamo che la madre non gli dica “ Se hai delle strane tendenze dobbiamo prendere provvedimenti! ( quando lui non sa neanche che voglia dire  la parola provvedimenti)””

“ Speriamo che  il papà non gli dica “ Perché non cerchi di comportarti in maniera normale”, distruggendo la sua autostima perché il bambino non riuscirebbe a capire in cosa consiste l’errore che commette”.

“ Speriamo che non venga preso in giro dai compagni di scuola a suon di frocio/finocchio/femminuccia/ricchione”

“Speriamo che non venga pestato a sangue in un sottopassaggio da qualche coglione!”

“Speriamo che sia abbastanza forte ed intelligente da non sentirsi sbagliato e l’unico gay del mondo (anche se meglio stare a Roma che in un piccolo paesino sui monti con Annette!)”

Speriamo, ma non ne sono tanto convinto.

AMOREX

7 gennaio 2010

Venghino signore e signori, venghino!!

È finalmente arrivata la pillola che tutti stavamo segretamente aspettando : AMOREX.

Come che cos’è? Ma dove vivete?

Quando verremo lasciati, traditi, sbattuti fuori di casa con i nostri 4 stracci, quando non riusciremo a dimenticare il nostro ex, quando ascoltando una canzone penseremo” Oh Dio, questa era la nostra canzone, ci siamo baciati per la prima volta  ascoltando “Il Gelatino” di Gigione e Jo Donatello!”, quando ci sentiremo rifiutati, non corrisposti o addirittura meno amati dal nostro lui, ci sarà lei a consolarci, cullarci , salvarci , confortarci, risollevarci, rasserenare e calmare: AMOREX!

È un sorta di filtro d’amore moderno, sintetico, ormai distante dalle classiche poltiglie cambogiane con dentro ogni possibile frattaglia animale e vegetale che eravamo costretti a trangugiare ( e sì, ho usato una prima persona plurale perché non prendiamoci in giro, sarà venuto in mente a tutti, almeno una volta nella vita, di ricorrere ad uno di questi intrugli per accaparrarci il bono di turno che non ci si filava di pezza! Un po’ come pensare di farsi leggere i tarocchi da uno di quei tizi nei pressi della Galleria di Alberto Sordi per sapere come andrà l’amore, il lavoro e la salute!) per risolvere i nostri love affairs !( e non c’è nessuna parola meglio di affairs che possa tradurre i termini intrallazzi/intruppi amorosi)

La pillola della salvezza sembra essere stata ricavata da alcuni frutti di una pianta africana, tipica della Costa D’Avorio, conosciuta con il nome di Griffionia Simplicifolia.

 Ma vi rendete conto? Con l’avvento di AMOREX (ovviamente in Africa gli effetti di questa miracolosa pianta sono conosciuti da millenni) non saremo più costretti ad ingozzarci con barattoli di gelato stile Bridget Jones fino a perdere i sensi dopo essere stati scaricati dal nostro fidanzato, o non saremo più costretti a dormire 13 ore al giorno ( perché le altri 11 le passeremo a piangere mentre ingurgitiamo ogni sorta di cibo contenente rigorosamente 13000 Calorie per gr) dopo aver scoperto la nostra metà mentre si divertiva a stantuffare una coppia di gemelli appena 18enni, insomma non saremo più costretti a soffrire, ad avere il cuore spezzato, a versare fiumi di lacrime, perché non sentiremo più quella normale  sensazione di vuoto, di angoscia, di sofferenza, a mio parere, anche abbastanza necessarie per una crescita personale, per affrontare le successive situazioni consapevoli degli errori commessi nel passato!

Pare infatti che queste magiche pilloline vadano ad agire proprio sui messaggeri del cervello che se si sta soffrendo come cani bastonati per amore si alterano, dando così un po’ di finto sollievo al malcapitato!

Io ovviamente ne ho già ordinato un badile colmo colmo, perché, come dice una mia amica che vive a New York:” You know, just in case!”.

P.s. L’unica cosa che non riesco a capire è questa: se decidiamo di impasticcarci con Amorex, non avremo più l’esigenza di ascoltare “I Will Survive” di Gloria Gaynor ( dopo esserci imbruttiti fino all’inverosimile per le nostre pene d’amore), perché spinti dalla voglia di far vedere al nostro ormai ex fidanzato cosa si è perso lasciandoci, eseguendo su di noi un extreme makeover che neanche una puntata di “Bisturi” e  “Il Brutto Anatroccolo” insieme potrebbero eguagliare? Io non ci sto!

 

I LOVE SHOPPING

5 gennaio 2010

Io ho visto cose che gli etero probabilmente non riuscirebbero neanche a concepire. Ho visto frotte di finocchi dormire con la mascherina paillettata  per la notte ed incellofanati nel loro sacco a pelo Hello Kitty rigorosamente rosa shocking davanti ai negozi più in, per essere i primi a fiondarcisi dentro non appena la commessa ( per l’occasione bardata come dovesse scalare il K2 ) avesse alzato la saracinesca!

Ho visto gente non bere per ore pur di non sentire l’esigenza di andare in bagno per non perdere il posto nelle chilometriche file per accedere ai negozi, gay muoversi a  branchi ed organizzati in tribù ( ognuno specializzato in un settore particolare tipo T-shirts, jeans, scarpe ecc) per accaparrarsi quei capi di cui c’è un’unica taglia che non sia la XXXXXXXXXXL, ho visto amicizie pluridecennali svanire nel nulla “ perché l’avevo visto prima io!”, “ sì, ma io l’ho preso! E poi tu dove ci entri qui? Te lo metti come polsiera?”, ho visto gente inguainarsi in capi palesemente troppo piccoli per i loro mastodontici corpi a suon di “ Ma è scontato del 40%! Quando mi ricapita? E poi mica mi sta male!” ( No, non ti sta male semplicemente perché non sei riuscita ad infilarlo tutto per farti difetto!) o ancora “ Guarda, sai che ti dico? É meglio che ci sia di una taglia più piccola così mi metto a dieta seriamente per indossarlo!”( povera illusa, queste sono le tipiche sceme che iniziano una dieta ferrea che protraggono per 45 lunghissimi minuti prima di  interromperla spazzolando scatoloni di girelle, con addosso l’abito appena comprato, forse per vedere fino a che punto quel 20% di tessuto elastico sia davvero così elastico, o per autolesionismo, o ancora per rassicurarsi del fatto che comunque l’abito gli sta ancora nonostante quelle 5000 calorie giornaliere di troppo!).

Ho visto gente  arrancare nel tentativo di cambiare il capo acquistato da non più di 24 ore, dopo averlo lavato in lavatrice e spacciandolo con fierezza per intonso con un commesso piuttosto imbarazzato che diceva:” Guarda, te lo cambierei con tutto il cuore ma lo senti anche tu che l’odore di detersivo è fortissimo, ma sei sicuro di non averlo lavato?” e  il cliente pronto per la candidatura ai Razzie Awards rispondeva con tono fintamente sereno:” No no, guarda deve essersi bagnato con la pioggia, vedi la busta tutta sgualcita?”( io ero a conoscenza delle piogge acide, ma di quelle con l’ammorbidente dentro non ne sapevo proprio nulla!)

Bancomat impazziti, carte di credito fumanti, ritirate, supplicanti di essere lasciate nella custodia per almeno 10 minuti, insomma, la solita ressa per impadronirsi di quel capo tanto agognato e che puntavamo da tempo ma, che le nostre misere finanze, non ci  permettevano neanche di sfiorare senza essere spazzati via dalla vetrina del negozio con un idrante perché l’odore di sciattone/cencioso/sbrindellato si sentiva lontano un Km!

Non prendiamoci in giro, per i finocchi l’arrivo dei saldi rappresenta la seconda festività più importante dell’anno, per intenderci quelle segnate di rosso sul calendario ( la prima è ovviamente il compleanno di Lady Gaga, ormai divenuta la Santa Protettrice dei Finocchi,  perché ascoltare la sua musica non è semplicemente un modo per passare il tempo o per dimenare le chiappe, ma rappresenta una sorta di orientamento religioso), e cercano di arrivare al fatidico giorno, freschi come dei bocciuoli di rosa, sperando anche in un ulteriore sconto da parte del commesso fru fru shakerando la mercanzia, perché è inutile, le sgualdrine sono come i Trudy, ce n’è un po’ in ognuno di noi!

Per quello che mi riguarda, innanzitutto sono contento di non aver ancora visto un’ attività commerciale con una di quelle scritte agghiaccianti della serie:”SI SALDI CHI PUÒ” che ti mettono addosso una tale angoscia da non farti neanche avvicinare alla via in cui si trova il negozio e poi, posso sinceramente affermare che se spendo un altro centesimo sarò seriamente costretto a prendere in considerazione la via della prostituzione per poter pagare l’affitto, ma anche solo per mangiare!

P.s. Un solo dubbio mi attanaglia: ma se in uno di quei negozi terribilmente cari come Chanel, tu di solito una borsa la paghi tipo 1400 €, anche se te la scontano del 50%, come cazzo te la puoi permettere? Sono comunque 700€, e me lo sto chiedendo perché in fila vedevo soprattutto gente comune, cioè non eccessivamente imbrilloccata!

LA SINDROME DI JOSIE GELLAR

4 gennaio 2010

Mi chiamo Gentucco Grovacca, ho 23 anni, sono uno studente universitario e non sono mai stato veramente baciato!

No davvero, quello di cui sto per parlare è un argomento estremamente serio e delicato quindi non iniziate subito a darmi addosso!!!!

Non volevo  apparire troppo banale o melenso però mi sono detto: “ che mi frega se risulterò scontato? In fondo sono comune e ordinario almeno quanto gli altri , quindi, chi se ne frega!”

Come forse si è  potuto intuire dai post precedenti, credo fortemente nell’ AMMORE  (ma mi accontenterei anche di un semplice inciucio) il problema è che lei non crede molto in  me, neanche fossi il Giovane Werther !!! Per cui sono alla disperata ricerca del principe azzurro! Sì ho detto proprio principe azzurro; oh ma fra tutti i bonazzi che vengono descritti nelle varie fiabe e favole, ce ne sarà pure qualcuno che nasconde la sua omosessualità? Qualche bel  ragazzotto blasonato che corre sul cavallo bianco per salvare la sua donzella in pericolo e, una volta compiuto il lavoro sporco,  torna ad intrallazzare con lo stalliere!!!! Cavoli indossano anche la calzamaglia per mettere in evidenza le loro grazie!( per non dire pacco! E scusatemi ma non c’è nulla di più gay che sfoggiare al meglio la propria mercanzia come un pavone fa con la ruota).

Lo so che c’è il cliché del gay che passa da un letto all’altro, anzi per essere un po’ più esplicito e scaricatore di porto, da una mazzocca all’altra, beh in parte sarà sicuramente vero, come lo è del resto anche per gli etero, ma è altrettanto vero che anche noi come loro, come ogni essere vivente ( a meno che non abbia avuto la vocazione di farsi prete o suora) siamo alla ricerca di qualcosa di più che ritrovarsi appiccicaticci in un letto non nostro senza neanche ricordarsi il nome del tizio con cui siamo stati , o spesso, dimenticandosi anche il proprio nome (come se fossi stato colpito da un improvviso e violento attacco di Alzheimer precoce!).

Lo so che è difficile trovare qualcuno, ma almeno fatemi provare a cercarlo!!!!!!!!!!

Per quello che riguarda l’identikit del mio ipotetico, futuro fidanzato, con  il passare del tempo  mi sono reso conto che, dal punto di vista fisico, è piuttosto difficile inquadrarlo, nel senso, è normale che tutti desideriamo un ragazzo oggettivamente bello, o comunque carino ( per chi non fosse esperto vada a rileggere  il post intitolato “LA TEORIA DEL 3 E DEL 9”), anche se ho capito che una bellezza troppo manifesta mi creerebbe non pochi problemi! Cerco di spiegarmi meglio: penso di essere normogeloso e vedere il mio ragazzo costantemente adocchiato o sbranato con gli occhi da schiere e schiere di sgualdrine sfacciate (espressione colorita con la quale definisco tutti quei gay che non si fermano davanti a nulla e, sottolineo nulla, per conquistare l’ennesima preda puntata con i loro occhietti vispi nei quali si possono già intravedere tutte le porcate che gli sono venute in mente da fare nel giro di 4 nanosecondi ) un po’ di fastidio me lo darebbe!!

In ogni caso deve piacermi, anche se gli altri lo reputano “niente di che”, un modo di dire con il quale Froc -0°(ndr la mia migliore amica) ha definito impassibilmente tutti i ragazzi che le ho fatto vedere, con molti dei quali non avrei avuto neanche la possibilità di baciare i sampietrini dove avevano camminato, per quanto erano al di sopra della mia portata!!!!

Ma al di là dell’aspetto fisico, quello che cerco veramente ed è quello che invidio tantissimo a quelle coppie che vedo in giro, è quell’intesa che si viene ad instaurare fra due persone che si piacciono fino all’inverosimile nonostante i mille difetti di entrambi. Vorrei qualcuno che  mi guardasse come se fossi l’unico essere umano superstite nell’intero universo, qualcuno che mi tenga la mano, che mi stringa così forte da non farmi respirare, che voglia svegliarsi con me, che mi riaccompagni fino alla porta di casa perché si preoccupa per me, qualcuno  a cui possa preparare la cena, che voglia divertirmi solo per vedermi sorridere, insomma, qualcuno che riesca  a sopportarmi!!!

 Ecco perché ho intitolato il post la sindrome di Josie, la protagonista di “Mai Stata Baciata”, per chi ha visto il film penso abbiate già inquadrato il personaggio, per chi non lo ha visto beh, vi basti sapere che si tratta della solita buzzicozza sfigata del liceo che riesce a darsi un’aggiustata alla buona durante l’università e che aspetta da tutta una vita di incontrare LUI, l’uomo che le farà venire quel groviglio allo stomaco ( che tanto ci piace) non appena la bacerà!

Io mi  sono sempre sentito un 30% Josie, un 20% Tula, un 20% Monica di FRIENDS prima che perdesse quegli 800 Kg di troppo, un 10% Ugly Betty, un 15% Bridget Jones ed infine c’è un 5%  ancora da riempire con qualche altro assurdo personaggio delle commediole romantiche!!! Non è colpa mia se sono fermamente convinto che possa incontrare l’uomo dei miei sogni al supermarket mentre faccio la spesa , o su un vagone della metro!

Lo so, sembro un ragazzotto di provincia che non sa nulla di come realmente vanno le cose, le storie , di come funziona il mondo!!! Ma che posso farci? Evidentemente è quello che sono! Per me è davvero inconcepibile che una persona, semplicemente per come è, riesca ad attrarre a sé un perfetto sconosciuto e ad acquisire su di lui un grandissimo potere (inteso in senso buono), fino a fargli perdere completamente la testa!

P. S. Non fatemi la predica come la mia coinquilina, la fata sgualdrina, che appena accenno alle caratteristiche che il mio papabile ragazzo dovrebbe avere mi urla :  “ Andiamo a Castelli ad ordinarlo???? [ comune abruzzese famoso per la  produzione della ceramica ( o cocci inutili e agghiaccianti come io amo definirli)]”

P.P.S. Ultimamente mi sento molto quella tizia di Sex & the City the movie, Louise di St. Louise, con quelle 2 tette enormi che le sballonzolano in continuazione, che stringe sempre un portachiavi con la scritta LOVE per attrarlo a sé e che si è trasferita a New York per trovare l’amore ( penso di aver completato anche quel 5% che mi mancava!!!)

IL SANKALPA

31 dicembre 2009

La prima volta che la mia migliore amica Froc -0° mi ha parlato del Sankalpa, ci ho messo 2 giorni solo per imparare a pronunciare questa parola visto che ogni volta sparavo un suono diverso tipo Sinpalka o Skalnappa, ma soprattutto mi aveva riempito di insulti perché come al solito ero riuscito a buttare in cagnara il suo significato più profondo dandogli una connotazione più finocchia e superficiale:

Gentucco:” Ho capito! Il mio Sankalpa è riuscire a fidanzarmi con un RVB ( ragazzo vagamente bombato, acronimo di mia invenzione ovviamente)!”

Froc-0°:” Nooooooo! Ma hai sentito una sola parola di quello che ti ho detto? Bravo! Ce l’hai fatta a distruggere anche questo concetto vecchio di millenni, con una tua solita vaccata! Ma come è possibile che tu sia riuscito a concepire un pensiero diametralmente opposto a ciò che il Sankalpa rappresenta?”

Gentucco: “ Non lo so, un dono forse? I’m the gifted guy!”

Froc-0°:” No! Sei solo una sgualdrina travestita da Dorothy del Mago di Oz!”

Senza proseguire con la cronaca della telefonata protrattasi per altri 45 minuti zeppi zeppi di insulti degni di una puntata di uomini e Donne, in effetti aveva ragione; Sankalpa è una parola sanscrita che  può essere tradotta con “ risoluzione” o “proposito”, per cui ho pensato: “quale miglior momento, come la fine dell’anno, per sfoggiare la conoscenza di questo parolone che ci sta benissimo con la cazzata dei buoni propositi per l’anno nuovo?”

Quando si avvicinò il 2000 io avevo circa 13 anni, ma ero comunque terrorizzato dall’idea che il mondo potesse finire con tutte quelle storie e leggende metropolitane che circolavano in quel periodo  sull’arrivo di una catastrofe planetaria e mentre facevamo il conto alla rovescia io mi aspettavo che da un momento all’altro  si scagliasse su di noi un fulmine o un tornado!( probabilmente perché nonostante fossi in piena lievitazione adolescenziale, quando mi ammalavo, mi divertivo ancora a sprofondare sotto le coperte  ed inventavo intricate e passionali storie d’amore tra il pupazzo di Batman e quello di Robin mentre aspettavo uno dei miei innumerevoli spuntini giornalieri! Ma che volete? Avevo bisogno di tanta energia  per rimettermi più in fretta! ).

Senza peccare nuovamente di faciloneria, vi spiego in soldoni che cosa sarebbe il Sankalpa: è una sorta di training autogeno che consiste nella formulazione di una breve affermazione, da ripetere mentalmente fino a perdere in sensi, che viene  usata [ o meglio dovrebbe , perché io in  questa roba new age da sfattoni carichi di marijuana proprio non ci credo!!( ok, non è vero che non ci credo ma altrimenti come la faccio incazzare Froc-0°?)], per scopi piuttosto importanti ed elevati come il raggiungimento di un obiettivo, essere più soddisfatti, felici ed equilibrati, infatti, il Sankalpa non dovrebbe essere usato per cambiare le cattive abitudini o per soddisfare un desiderio (soprattutto  per qualcosa di materiale).

Lasciate perdere quindi i  tipici buoni propositi per l’anno nuovo tipo:

-  vorrei che mia mamma la smettesse di pregarmi ( con aria trasognata e speranzosa) di dirle che avevo una tresca con una ragazza della palestra solo perché le avevo portato dei cupcakes quando in realtà il mio unico scopo era quello di farmi presentare un manzo tatuato che lei conosce bene!

- Dalla Befana mi metto a dieta così può darsi che la gente la smetterà di usare i buchi di cellulite che ho sul culo per friggere le uova!

-Dal 1° smetto assolutamente di farmi i fanghi anticellulite che tanto non funzionano ( soprattutto se a pranzo ingurgito 2 etti di pasta alla carbonara con contorno di salsicce di cotechino!)

- A Gennaio mi iscrivo in palestra così butto giù queste 18 tonnellate di troppo che mi sono stufato di dover pagare sempre 2 biglietti, uno per chiappa!

-  Vorrei laurearmi entro la fine del 2010, anche se procedo a rilento solo perché mi da fastidio perdere la riduzione sul biglietto del cinema!

- Devo riuscire a dire a Laura, la mia unica fidanzatina della storia che non ho né mai visto né sentito ( ma non perché sia una persona frutto della mia immaginazione, ma perché mi c’ero messo solo per fare una cortesia ad una mia amica e a quei tempi i cellulari non esistevano e poi era estate e io sinceramente non volevo passare per lo stronzo di turno che fa pure lo sciupa femmine( ma chi cazzo vi vuole sciupare?!) che la nostra storia di 5 giorni pieni è finita, perché secondo me lei mi sta ancora aspettando con il dipinto che aveva realizzato in mio onore!

Per quello che riguarda il mio Sankalpa, facendo il serio per 15 secondi, vi dico che quest’anno cercherò di essere meno diffidente nei confronti degli altri ( soprattutto dei ragazzi), in parte per colpa mia, in parte  per dove e come  ho vissuto fino a 2  mesi fa, mi resta  terribilmente difficile fidarmi delle persone e, quando qualcuno si avvicina penso sempre che voglia fregarmi o che mi stia prendendo per il culo o che voglia ferirmi, tant’è che Froc-0° mi assilla dicendo: “ Chi non ti conosce pensa che tu sia un inabbordabile stronzo di ghiaccio che se la ricrede!”. Ma garantisco solennemente di impegnarmi, per cui, la prossima volta che qualcuno mi palperà in maniera insistente il culo/ il pacco prometto di non sganciargli un pugno come al solito ma gli toglierò gentilmente la mano dalla mercanzia e gliela stringerò vigorosamente per presentarmi!

Per cui, visto che adesso anche voi sapete dell’esistenza di questa cosa, preoccupatevi almeno 10 secondi di pensare a qualcosa di serio che vorreste realizzare per l’anno che sta per iniziare, posando le chiappe per almeno 2 minuti dalle vostre danze caraibiche. Potete anche pensarci mentre andate in bagno ad asciugarvi con la carta igienica le pozze sotto le ascelle che ormai vi  sono arrivate alle ginocchia, o aspettate che vi venga servito l’ennesimo Negroni visto che l’ultimo lo avete appena sbroccato addosso al tipo con cui stavate flirtando (  a meno che non conosciate anche voi lo sbrocco silenzioso) o vi riposate fra un trenino e l’altro!

O almeno pensate a me che sarò costretto a restare a casa a stappare lo spumante con la mirabolante Ilde (ndr mia nonna) a causa di questi cazzo di punti che ho sulla gamba e che non mi  permetteranno di far vedere a tutti la coreografia di Bad Romance che avevo minuziosamente studiato negli ultimi 2 mesi con tanto impegno e dedizione prima di andare a letto ogni sera!!

P.s. A me non frega niente del Sankalpa, a costo di strapparmeli tutti i punti, io la mia annuale macumba cambogiana propiziatoria per  trovare un fidanzato  la ballo lo stesso, anche se dopo sarò costretto ad amputarmi la gamba con lo zampone nel frattempo induritosi come marmo( almeno servirà a qualcosa).

 Buon Anno a tutti!


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.